INNOVARI Retrofuturo
Il blog del futuro passato, della postcontemporaneità e del pensiero fuori dal coro



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CHE VUOL DIRE INNOVARI?
E'una parola latina che vuole dire innovazione/rinnovamento - e questo è ciò a cui tendo sempre; tutti i giorni. Qui posterò i miei pensieri, le mie menate, le cose che mi piacciono e quelle che mi fanno incazzare, i miei disegni 3D.

CHE COSA E' IL RETROFUTURO?
E' il futuro visto dal passato, il futuro visto con gli occhi (nostalgici) di chi è nato appena dopo la metà del ventesimo secolo.

IL MOTTO DI INNOVARI
La necessità è la scusa per ogni violazione delle libertà umane.
È l'argomento dei tiranni; è il credo degli schiavi.

COSA PIACE A INNOVARI
* La gente dalla mente aperta
* La fantascienza
* Il cinema e la TV (solo satellitare)
* Le novità
* Il film "Fight Club"
* La grafica 3d con il computer
* Cantare e suonare in pubblico
* Il bicchiere mezzo pieno
* L'onestà di idee
* Le metropoli
* Le giornate di autunno
* La tecnologia e i boschi sacri
* La musica con parole vibranti
* I modellini e i giocattoli
* Il Clan come gruppo sociale
* La parola "Sticazzi!"
* Le persone curiose
* La libertà
* Le donne luminose e positive
* Gli amici complici

COSA NON PIACE A INNOVARI
* I servi della gleba
* Il calcio
* I furbi
* L'abitudine
* Il film "The Dreamers"
* Scrivere a mano
* Il silenzio degli uffici
* Il bicchiere mezzo vuoto
* Il cervello all'ammasso
* Le città dormitorio
* Le giornate calde roventi
* I "luoghi di villeggiatura"
* La musica finta
* I supermercati
* I consumatori come gruppo sociale
* La parola "Mai"
* Le persone non curiose
* La schiavitù
* Le donne negative e soffocanti
* Gli amici deludenti

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lunedì, 27 febbraio 2006


- clicca sull'immagne -

Un grande amore.
Un grande film.
Oscar assicurati...


innovari | 14:40 | commenti | link


domenica, 26 febbraio 2006

E' CARNEVALE!!!


innovari | 13:17 | commenti | link


martedì, 21 febbraio 2006

LA DISSOLUZIONE DEL CRISTIANESIMO


a sinistra una foto tratta da una rivista naturista Nazista
a destra una cerimonia Nazista ispirata a rituali pagani

Ripredo alcune riflessioni generate del post precedente sullo scrittore e pensatore ebreo George Steiner, trattando stavolta il misterioso e poco esplorato tema del paganesimo Nazista, con alcune notizie e riflessioni.

«I leader nazisti volevano estirpare totalmente la cristianità e sostituirla con una religione razziale adatta ai loro obiettivi. Credevano di potere soffocare le chiese protestanti e cattolica in un tempo relativamente breve. Stabilirono un piano prima ancora di prendere il potere. Il piano nacque dagli incontri dei gerarchi più fidati di Hitler, Himmler, Goering, Goebbels, Rosenberg, Hess, Schemm, Von Schirach.
Gerarchi meno antireligiosi come Von Epp e Von Papen ne furono probabilmente tenuti totalmente all'oscuro».

Così inizia un massiccio dossier compilato dall'Oss, lo spionaggio americano della Seconda guerra mondiale, in vista del processo di Norimberga. Sono 148 volumi custoditi dalla Cornell University, una delle università più prestigiose d'America.

Il neo-paganesimo Nazista ha prove documentali, compresi i filmati degli ancestrali riti notturni, soprattutto per i giovani, alla luce delle torce, e i simboli e le formule magiche delle antiche deità tedesche, a cominciare da Odino, onorate dai gerarchi.
Uno dei massimi sostenitori della "Persecuzione delle chiese cristiane", e del ritorno al paganesimo fu Baldur von Schirach (assieme a Himmler), il leader, appunto, della gioventù hitleriana.

Hitler si prefisse di strumentalizzare le chiese in una prima fase, persuaso che «con il loro carattere conservatore, si schiereranno con noi per la patria e contro il comunismo», scopo che raggiunse con alcuni accordi, incluso il concordato del 1933 con il Vaticano.
Successivamente vescovi e parroci cattolici furono attaccati o minacciati:
«Il Vaticano non s'illuda che creeremo dei martiri» tuonò Robert Wagner, il sindaco di Baden. «Non gli daremo soddisfazione. Avremo criminali, non martiri».
Anche le chiese protestanti non furono risparimate, anzi caddero per prime, vittime di persecuzioni con le leggi sulla religione in Germania del 1935, che misero le chiese protestanti in una sorta di amministrazione controllata.

Nei piani del Nazismo, al popolo Tedesco e alle popolazioni nordiche dei paesi occupati, sarebbe stato riservato un paganesimo "basico" di tipo naturista/pratico, (feste di accensioni dei fuochi ad Odino ed altri rituali, nudismo, vita naturista, attenzione per l'ambiente) con la possibilità di assurgere a livelli "spirituali" (e ovviamente di rango) più alti, tramite complessi sistemi di iniziazione/rivelazione/ascesi.

Questa operazione di "paganizzazione" e di "dissoluzione del cristianesimo" in tempi medio/lunghi, venne avallata da Hitler, il quale era solo marginalmente interessato all'esoterismo neopagano portato avanti da principalmente da Himmler e von Schirach, ma considerava una "conversione" e una de-cristianizzazione di massa delle popolazioni "ariane" in maniera strumentale, nel tentativo di liberarsi per sempre dalla "Spada di Damocle" Papale, che tanta influenza ha ancor oggi in Europa sui meccanismi e sulla formazione del consenso popolare con i suoi precetti di trascendenza giudaico-cristiana (vedi post sotto).

Forse il giudizio storico sul Nazismo "emanato" dai vincitori, già giustamente severo per via dello sterminio degli ebrei e per il tentativo di conquista del mondo, è reso ancora più severo da questa netta deriva pagana, che si proponeva di cancellare il cristianesimo (e i suoi derivati) sostituendolo con NUOVI DEI, diversamente dall'altrettanto criminale comunismo Stalinista, che pur volendo cancellare la presenza della chiesa, ha tentato di sostituirla con la fede ad una ideologia apparentemente laica ma tendente alla trascendenza, anche essa quindi alla fin fine di matrice giudaico-cristiana.
Sono certo riflessioni complesse che fanno capolino solo ora nel panorama della discussione sulla storia del ventesimo secolo.
Riflessioni su questioni che apparentemente sembrano far capo a problemi lontani nel tempo, ma che si ripropongono nell'attualità, con similitudini sugli attriti di carattere religioso, che ogni giorno pervadono le cronache mondiali e non mi riferisco solo alla "questione araba".
Qualche volta mi chiedo: se il Nazismo non avesse aggiunto a gli orrori della guerra mondiale (una guerra di conquista) gli orrori dell'olocausto, avrebbe ricevuto lo stesso giudizio storico?
Io ho l'impressione di si, eppure...
Giulio Cesare e Napoleone Bonaparte nelle loro guerre di conquista non furono da meno eppure il giudizio storico non è così severo con loro...
Inoltre anche la Turchia perpetrò il genocidio di milioni di Armeni sempre durante il ventesimo secolo, eppure il giudizio storico non è così severo con la classe politica Turca...
Anche l'Unione Sovietica Stalinista sterminò milioni di suoi cittadini ed inoltre perseguitò gli ebrei russi (ricordate Aleksandr Solgenitsin?) eppure il giudizio storico sullo Stalinismo non è così grave quanto quello sul Nazismo...
Allora mi chiedo, c'è qualcosa di forse ancora più grave e di "SOVVERSIVO e SOVVERSORE" nel Nazismo?
Forse è quello che ho rilevato in questo post o c'è ancora dell'altro?


Sarei contento di conoscere il vostro pensiero in merito.


martedì, 14 febbraio 2006

INEDITE RIFLESSIONI
SUL VENTESIMO SECOLO


Il grande pensatore ebreo George Steiner, nel suo romanzo-apologo "THE PORTAGE TO SAN CRISTOBAL OF A.H." mette il dito nella piaga del secolare giudizio sul popolo ebraico (sotto-uomini o super-uomini), mettendo in bocca ad Hitler le parole di una riflessione cruda e lucida sull'ebraismo e sulla cristianità, facendo inoltre apparire Hitler stesso niente altro un semplice "mostro di Frankenstein" composto ideologicamente dai cascami debordanti del modello della "trascendenza" imposto universalmente dalla cultura giudaico-cristiana.

Ma vediamo in breve il romanzo "THE PORTAGE TO SAN CRISTOBAL OF A.H." e un suo brano saliente:


Hiler è vivo in Sudamerica ed è scampato al bunker. Un commando israeliano lo cattura. Si rendono conto che non riusciranno mai a ripercorrere tutta la via del ritorno, decidono quindi di processare Hitler lì dove si trovano, nella giungla.

Durante il processo Hitler dichiara di aver appreso il suo razzismo dall'idea ebraica del popolo eletto. Punta il dito contro un ebreo in particolare, un compagno del dormitorio pubblico viennese, Jacob Grill, il quale gli ha letto brani biblici sul popolo eletto che lui si è limitato ad adattare, sostituendo la superiorità ariana a quella ebraica.

Hitler infine proununcia un discorso come ultima arringa di difesa:

"...L'ebreo, con Mosè, Gesù e Marx ha inventato la coscienza e ha trasformato l'uomo in un servo colpevole, con il ricatto della trascendenza.
Che cos'erano i nostri campi a confronto?
Se chiedi all'uomo più di quanto egli sia, se gli metti davanti agli occhi stremati un'immagine d'altruismo, compassione, abnegazione, che solo un pazzo o un santo possono raggiungere, l'hai già legato alla ruota della tortura. Fino a quando non gli scoppia l'anima.
Che ci può essere di più crudele dell'asservimento dell'ebreo a questo ideale?
Tre volte (con Mosè, Gesù e Marx ndr.) l
'ebreo ci ha imposto il ricatto della trascendenza.
Tre volte ci ha contaminato il sangue e il cervello con il bacillo della perfezione.
Avete fatto di me una specie di pazzo indemoniato, la quintessenza del male, il demone singolare delle vostre fantasie retoriche.
No!
Milioni di uomini e donne ordinarie hanno trovato in me uno specchio, il semplice specchio dei loro bisogni ed appetiti. Erano brutti tempi ma non li ho fatti brutti io e non ero dei peggiori.
Il mio razzismo era una parodia del vostro, un'avida imitazione. Le mie dottrine le ho prese da voi. Ho combattuto il ricatto dell'ideale con cui avete afflitto l'umanità.
Quanto ai mei crimini, altri ne hanno commessi di simili e maggiori.
Il Raich ha generato Israele.
Sono le mie ultime parole".

E' inutile dire che George Steiner per questo romanzo è stato messo "in croce" dai suoi compatrioti.


martedì, 07 febbraio 2006

I NAZISTI AVEVANO LA BOMBA ATOMICA


All'inizio del 1944 il giornalista italiano Luigi Romersa riceve dal Duce un incarico estremamente importante: andare in Germania con lo scopo di prendere informazioni sul progresso nella realizzazione di armi segrete da parte del Terzo Reich. Romersa fu invitato a verificare le istallazioni sotterranee in Turingia, le rampe di lancio delle ancora sconosciute V-2, e, cosa che si rivelò più importante, la prova del fatto che la bomba atomica tedesca era funzionante.

Ma lasciamo parlare Luigi Romersa:

Isola di Rügen, Mar baltico, 12 ottobre 1944, ore 11:45 AM.
"Ho assistito a questa esplosione eccezionale, una carica che adesso posso dire “atomica”, mentre allora si parlava di “bomba disgregatrice”. Vidi una luce abbagliante, poi un intero bosco scomparire.
L'esplosivo era appoggiato su dei castelletti fissati nel terreno. Io, ripeto, non parlavo di “atomica”. Non sono uno scienziato o un fisico, ma ciò a cui assistetti era un esperimento identico a quello dei francesi quando nel dopoguerra iniziarono a munirsi di un arsenale atomico. Io ero all’interno di un bunker di cemento armato insieme a un gruppo di alti ufficiali tedeschi. Uscimmo molte ore dopo l’esplosione, indossando degli scafandri per proteggerci dalle radiazioni.
Era un sistema completamente nuovo di combattere. Nessuno ancora disponeva di armi del genere. Cosa penso di quell’esplosione? Fu qualcosa che all’epoca non si poteva confrontare con nulla, almeno fino a quando due bombe chiusero la guerra in Giappone, a Hiroshima e Nagasaki"

Un ordigno simile fu testato nel marzo del ’45 in Turingia, a Ohrdruf, dove un gruppo di ricercatori ha raccolto dei campioni di terreno che confermano la presenza di plutonio e uranio nel terreno.
Inoltre foto satellitari dell'Isola di Rügen mostrano chiaramente un enorme cratere.

Due mesi dopo, il 16 dicembre 1944, un Mussolini entusiasta pronunciava il suo ultimo discorso pubblico davanti ai fascisti nel Teatro lirico di Milano, annunciando un imminente attacco tedesco contro le principali città degli alleati. Un attacco definitivo con bombe e missili di potenza straordinaria con la capacità di distruggere città intere in un istante.
Il 20 aprile del 1945, Mussolini voleva parlare ancora una volta delle bombe atomiche tedesche, affermando chiaramente in un intervista al "Il Popolo di Alessandria" che i tedeschi avevano pronte tre bombe atomiche e che il loro uso avrebbe capovolto la situazione della guerra.
Lo stesso Hitler parla più volte di un "arma segreta che capovolgerà i destini della guerra" a diversi testimoni fino ai suoi ultimi giorni nel bunker di Berlino.

Esiste almeno un documento declassificato che fa riferimento al test nucleare di Rügen: il 24 gennaio 1946, un pilota della flotta antiaerea tedesca, chiamato Ziesser, venne interrogato dal capitano Helenes T. Freiberger dell'intelligence americana. Questo pilota fece una descrizione dettagliata del luogo del test nucleare che coincise esattamente con le informazioni fornite da Romersa.
In seguito poi agli accordi tra Allen Dulles e Martin Bormann, tutto il materiale scientifico dei tedeschi venne scambiato in cambio dell'immunità per quasi tutti i gerarchi nazisti coinvolti, molti dei quali vennero naturalizzati cittadini americani.
Fu solo grazie a questo sciagurato baratto che divennero possibili i tre "test" atomici americani: ad Alamogordo, nel New Mexico, e ad Hiroshima e Nagasaki, in Giappone.

Le  ricerche sulla bomba atomica nazista, assieme alle testimoniaze filmate di Luigi Romersa, sono raccolte in un documentario trasmesso di recente anche in Italia dal canale satellitare History Channal (documentario che io stesso ho visto ndr).

La testimonianza di Luigi Romersa è contenuta nel suo libro LE ARMI SEGRETE DI HITLER pubblicato da Mursia, (vedi LINK).
Restano da indagare i motivi che hanno portato i tedeschi a non usare la "bomba disgregatrice" nel teatro di guerra, motivi che vengono esplorati nella nuova edizione aggiornata del libro di Giorgio Galli HITLER E IL NAZISMO MAGICO edito da BUR (vedi LINK), a proposito della misteriosa figura di KLINGSOR (Werner Heisenberg), del quale parlerò più avanti.


sabato, 04 febbraio 2006


- una lampada stradale ad arco utilizzata nell'Inghilterra Vittoriana -


IL PRIMO STRUMENTO MUSICALE ELETTRONICO
(1899)

Prima che Thomas Alva Edison inventasse la lampadina a bulbo (quella che usiamo ancor oggi), l'illuminazione elettrica stradale era già ampiamente diffusa in Europa.
La luce veniva generata da un arco voltaico, che creava una luminosissima scintilla tra due barre di carbone.
Il problema principale di questo tipo di illuminazione (a parte l'enorme spreco d'energia e la terribile luce) era un forte e costante ronzio generato dall'arco voltaico.
Nel tentativo di migliorare il problema, nel 1899 il fisico William Duddell scoprì che variando il voltaggio la lampada produceva ronzii a frequenze diverse.
Attaccando una tastiera che pilotava diversi voltaggi, Duddell si accorse che era possibile suonare delle melodie, creando in questa maniera il primo strumento elettronico udibile senza utilizzare un sistema "telefonico" (Inventato da Meucci già nel 1889) come amplificatore e diffusore del suono.
Quando Duddell mostrò la sua invenzione al London Institution of Electrical Engineers, tutti notarono che se la lampada collegata alla tastiera veniva collegata alla rete di illuminazione, anche le altre lampade generavano la stessa melodia, permettendo in pratica la diffusione di musica attraverso tutta la rete elettrica.
Nonostate le numerose dimostrazioni che Duddell fece in tutto il paese della sua invenzione, essa non divenne mai popolare, tanto che Duddell non la brevettò mai.
L'invenzione di Duddell fu sucessivamente utilizzata per sviluppare altri strumenti elettronici, ed i principi dei suoi studi sono ancor oggi alla base della generazione dei suoni elettronici di sintesi.

Per saperne di più sullo sviluppo e la storia degli strumenti elettronici, visitate il sito:

120 Years of Electronic Music