INNOVARI Retrofuturo
Il blog del futuro passato, della postcontemporaneità e del pensiero fuori dal coro



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Space Age Pop Retrofuture

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- selezione musicale by Innovari -



CHE VUOL DIRE INNOVARI?
E'una parola latina che vuole dire innovazione/rinnovamento - e questo è ciò a cui tendo sempre; tutti i giorni. Qui posterò i miei pensieri, le mie menate, le cose che mi piacciono e quelle che mi fanno incazzare, i miei disegni 3D.

CHE COSA E' IL RETROFUTURO?
E' il futuro visto dal passato, il futuro visto con gli occhi (nostalgici) di chi è nato appena dopo la metà del ventesimo secolo.

IL MOTTO DI INNOVARI
La necessità è la scusa per ogni violazione delle libertà umane.
È l'argomento dei tiranni; è il credo degli schiavi.

COSA PIACE A INNOVARI
* La gente dalla mente aperta
* La fantascienza
* Il cinema e la TV (solo satellitare)
* Le novità
* Il film "Fight Club"
* La grafica 3d con il computer
* Cantare e suonare in pubblico
* Il bicchiere mezzo pieno
* L'onestà di idee
* Le metropoli
* Le giornate di autunno
* La tecnologia e i boschi sacri
* La musica con parole vibranti
* I modellini e i giocattoli
* Il Clan come gruppo sociale
* La parola "Sticazzi!"
* Le persone curiose
* La libertà
* Le donne luminose e positive
* Gli amici complici

COSA NON PIACE A INNOVARI
* I servi della gleba
* Il calcio
* I furbi
* L'abitudine
* Il film "The Dreamers"
* Scrivere a mano
* Il silenzio degli uffici
* Il bicchiere mezzo vuoto
* Il cervello all'ammasso
* Le città dormitorio
* Le giornate calde roventi
* I "luoghi di villeggiatura"
* La musica finta
* I supermercati
* I consumatori come gruppo sociale
* La parola "Mai"
* Le persone non curiose
* La schiavitù
* Le donne negative e soffocanti
* Gli amici deludenti

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lunedì, 28 aprile 2008

NUMBER 23

Ho appena finito di vedere via satellite l'ottimo film Number 23, dalla ancor più ottima colonna sonora.
Nella canzone dei titoli di coda, cantava una voce che mi era ben nota, quella di David Sylvian, ma per esserne certo ho atteso che i titoli di coda lo specificassero, e infatti...

La canzone si intitola esattamente The Banality of Evil, ed è eseguita dai Nine Horses, nome del gruppo musicale che vede ufficialmente riuniti, dopo molti anni, i fratelli David Sylvian e Steve Jansen dopo l'avventura dei Japan e la breve parentesi dei Rain Tree Crow.
I Nine Horses, composti anche dal musicista tedesco Burnt Friedman, hanno debuttato nel 2005 con l'acclamato album Snow Borne Sorrow (di cui The Banality of Evil fa parte), edito dalla Samadhisound, etichetta discografica dello stesso Sylvian.
Nel 2007 è invece stato pubblicato il mini Money For All.

Ho trovato su www.lastfm.it  un widget (un accesorio software con funzionalità) che riproduce in streaming sia brani Nine Horses, sia brani dello stesso stile - lastfm fa una autoselezione di musicisti che fanno generi simili e li mette in una playlist in ordine casuale.
Qui sotto il widget. Per sentire la musica basta premere il play.
Nei prossimi giorni aggiungerò il widget fisso nella colonna a fianco.

Intanto vi consiglio VIVAMENTE di premere il play ed ascoltarvi, l'ottima selezione. Buon ascolto! :)

Adendum:
Nel caso in cui siate interessati ad avere tutti questi bei brani (e molti altri) in MP3 e se siete degli smanettoni, vi consiglio di visitare questo link:
http://www.ratajik.com/StationRipper/Forum/forum_posts.asp?TID=1922&PN=1
Ci siamo capiti... ;)

innovari | 22:20 | commenti | link


martedì, 01 aprile 2008

LOVE OVERKILL
il cortometraggio


LOVE OVERKILL è un cortometraggio di fantascienza che ho terminato proprio oggi.
Pero questa breve storia ho realizzato sia le animazioni 3D, sia la musica che le parole.
Il cortometraggio racconta la storia di una terra senza più uomini, dove gli androidi ancora attendono i loro padoroni.

Buona Visione! :)

... i commenti OVVIAMENTE sono graditi! ;)


lunedì, 21 gennaio 2008

RITORNO AL FUTURO

JPG

Si discute ancora molto sulle implicazioni della tecnologia nella vita umana.
La tecnologia fa male.
La tecnologia fa bene.
Votate-Votate-Votate.
E sul fatto di come la sua diffusione sia riuscita ad accrescere la presunta passività delle masse.
Molte teorie fantastiche si basano sulla passività dei sudditi (vedi 1984 di G. Orwell) e sul fatto che i governi, o meglio gruppi economici dominanti, si affidino a questo assuntoper avere il controllo sulla microelettronica a vantaggio del complesso militareindustriale.
Tutto questo argomentare mi pone davanti ad una domanda: nella storia quando mai c'è stata iniziativa di massa?
Non ho risposta, pensateci pure voi.
Credo invece che il mondo sia andato avanti grazie a singole iniziative, neanche troppo ragionate e così penso alla bomba atomica.
La prossima volta, chi deciderà?
La passività? (i governi, gli apparati militari industriali)
L' attivismo? (i movimenti per la pace, quelli ecologisti, il fanatismo religioso).
Votate-Votate-Votate.
Il mondo è in crisi, non solo per il pericolo dell' autoritorismo di qualche governo ma anche per l' allarme ecologista.
Non è che io stia rintanata in casa a mangiarmi le unghia dalla paura, pensando all' atomica e ai pericoli della guerra globale. Non vorrei così facendo che la "strategia del terrore" o quella del Grande Fratello l' avessero vinta con la loro filosofia del 'non muoverti, è più sicuro' - 'se ti controllo, è più sicuro'. No, grazie.
E' che mi pare che si giri intorno agli stessi argomenti: la tecnologia causa di tutti i mali del mondo.
Oppure che non ci si accontenti mai e poi mai...Se sei connesso, sei troppo connesso. Se non sei connesso, hai ancora troppa strada da fare.
Eppoi, c'è il rischio di contaminazione di (e non da) internet.
Parlo con S., amico ingegnere informatico, il quale sostiene che la diffusione di internet tra le masse sia un male: la rete è inquinata dalla nuova classe operaia (lavoratori intellettuali, ricercatori a cococo e cocopro) che riceve le informazioni direttamente in casa senza accertarsi della loro veridicità.Meglio sarebbe avere un proprio sistema d' informazione.
"Ma oggi ha più senso parlare di un sistema autonomo d' informazione?"- gli faccio io.
L' elettronica non ha rotto gli schemi associativi, le organizzazioni come i sindacati?
Di quale sistema autonomo d' informazione parliamo?
Mah.
Boh.
Bah.
C' è anche ancora chi millanta di 'democrazia elettronica'.
Bene. Ma con una politica ridotta al voto e ai sondaggi, con l' amministrazione che formula video e le persone da casa che rispondono ai sondaggi, non so di cosa parlino.
E se la democrazia fosse ridotta al solo ENTER?
ENTER
Qualcuno dice che la tecnologia distruggerà l' individuo, eppure io mi chiedo quando mai si sia pienamente realizzato quest' individuo.
Se guardo i secoli addietro vedo persone annichilite dalla schiavitù, persone incoscienti della loro individualità di uomini, più incasellate di oggi nello schema nasci-cresci-muori.
E così ritorno spiacevolmente allo scenario futuro.
La guerra globale nucleare.
Anche se la mente rifugge tale pensiero ed inorridisce dinanzi all' idea della distruzione dell' umanità, nessuno ci dice che sia impossibile.
La guerra globale nucleare non è impossibile.
Se succederà, non sarà stata la tecnologia a schiaccare il bottone.
La tecnologia è il bottone.
ENTER

"Quel che veramente mi interessa sapere è se Dio, quando ha creato il mondo, abbia avuto davvero qualche possibilità di scelta"- A.E.
NB: le aziende hanno già previsto tutto. Per distrarci la mente dalla tecnologia che ci pervade, regalano per Natale ciò che vedete in figura: 4 pezzi di legno con i quali è possibile effettuare almeno 64 combinazioni di possibili figure. Con me ci sono riuscite ;)

martedì, 01 gennaio 2008

MUSICA GENERATIVA
The Generation Project
CD audio by Luca Oleastri (a.k.a. Innovari Retrofuturo)

L’idea di «musica automatica», a ogni modo, non è certo nuovissima, come si sarebbe portati a pensare: già nel 1787 a misurarsi con tali congetture fu Mozart che in quell’anno scrisse le istruzioni e le misure di un sistema di composizione per minuetto ottenuto attraverso un gioco di dadi.
Da allora la matematica ha fatto parte di diverse sperimentazioni musicali, sia colte sia pop, ma per ritrovare la generazione musicale spontanea si deve tornare ai giorni nostri, dapprima con i tentativi più concettuali di Steve Reich e Terry Riley, e poi con uno dei più famosi guru dell’elettronica: Brian Eno. Già con uno dei suoi primi lavori seminali, Discreet Music del 1975.
A metà degli anni '90 Brian  Eno fu contattato dai titolari della SSEYO (oggi mutata in Intermorphic) , una software house che si stava specializzando in quest’ambito, e cominciò a sviluppare ed utilizzare il loro prodotto di punta, il programma Koan, che sfruttava adeguatamente le comuni schede audio dei Pc per produrre musica generativa.

Ma vediamo questo breve ed esplicativo documentario in lingua italiana sulla musica generativa:


THE GENERATION PROJECT (CD)
Disco: €9.00

The Generation Project è un progetto multimediale nato nel 1997 e portato avanti da Luca Oleastri, con l'assistenza di  Mauro Cheli, attorno ad alcuni sofware, per l'autogenerazione computerizzata di musica ed immagini tridimensionali (sofware generativi ed evolutivo). Il "core" del progetto ruotava attorno a Koan, il programma di musica generativa creato da SSEYO, sviluppato assieme a Brian Eno. Koan prevedeva una programmazione iniziale da parte del musicista e successivamente eseguiva il brano improvvisando autonomamente e modificando in tempo reale anche radicalmente la stuttura del pezzo durante ogni differente esecuzione.
Le performace dal vivo erano accompagnate dalla videoproiezione di animazioni 3D calcolate in tempo reale da altri software generativi come Organic Art, una potente griglia per il design di sculture viventi, Cybertation, un simulatore di DNA elettronico e Shade Dancer, sofware con i quali è stata realizzata anche la veste grafica del CD

TRACKS
01 - nusa dua 5:08
02 - warm morning 6:06
03 - damara 6:05
04 - majapahit empire 4:05
05 - aegean fleet 6:05
06 - the far earth 6:11
07 - crystal grass 3:07
08 - dark streets 4:06
09 - the night that we danced 10:21

Dieci anni dopo la sua produzione,  il lavoro musicale The Generation Project è finalmente disponibile per l'acquisto come CD audio, presso lo shop-on line delle Edizioni Scudo al seguente link:
Edizioni Scudo

Clicca QUI per scaricare un brano del CD in MP3 (crystal grass 3:07)


domenica, 23 settembre 2007

I VESTITI DEL CYBERPUNK


- la Willam Gibson Collection -

Nel romanzo di William Gibson (uno dei padri della corrente cyberpunk) "L'accademia dei Sogni" del 2003, la protagonista, Cayce Pollard non può separarsi da un certo tipo di giubotto militare americano non più in produzione, e quando lo perde, se ne fa fare un clone da un produttore giapponese, che sa perfettamente imitare prodotti scomparsi.
Cayce Pollard infatti è allergica alla moda e può tollerare solo capi disegnati dal 1945 al 2000.

Questo particolare del romanzo finì poi per uscire dalle pagine...

Il giubbotto in questione, l'MA-1 Filght Jacket, sviluppato per l'aviazione americana nel 1950, era secondo Gibson, un capo di abbigliamento iconico: questo giubbotto infatti è presente in molte sottoculture, da quella dei proto Mods degli anni sessanta, a quella degli Skinhead, fino ad arrivare a quella Gay e Dark (che oggi chiamano Goth).

Secondo Gibson, colore perfetto per l'MA-1 è il nero, ma, nonostante le numerose copie più o meno fedeli reperibili in tutto il mondo, l'originale fabbricato per l'USAF non è mai stato prodotto in nero.
Un amico di Gibson, un otaku trasversale (come lo definisce lui stesso), dopo l'uscita del libro gli suggerì di dare una occhiata al sito web della ditta giapponese Buzz Rickson (dal nome di un famoso pilota americano), specializzata in repliche manicali e costosissime di giubbotti militari americani.
L'MA-1 infatti era anche uno dei capi preferiti da Gibson, il quale però non ne aveva mai posseduto uno, per il fatto che, essendo il giubbotto piuttosto corto e lui di "tronco" piuttosto lungo, gli lasciava scoperta buona parte della pancia e della schiena.

Gibson chiese alla Buzz Rickson di fabbricargli un MA-1 nero e più lungo. La Rickson non solo accettò l'ordine, ma poi chiese a Gibson di mettere in catalogo l'MA-1 sia in versione nera che in versione nera lunga che avevano fabbricato per lui.
Successivamente Gibson e la Rickson si accordarono per la produzione di una linea realizzata con capi abbigliamento che la Rickson aveva già in catalogo, ma in colore nero, scelti da Gibson, e prodotti sotto la sua egida con il nome di "Willam Gibson Collection".
Nel catalogo 2007 la Buzz Rickson presenta la quarta edizione della linea di Gibson "all black" completa. I proventi della "Willam Gibson Collection" destinati allo scrittore sono totalmente devoluti in beneficenza.

La fantascienza si è fatta realtà.

Per dare una occhiata alla parte del sito della Buzz Rickson dedicata alla "Willam Gibson Collection" cliccate QUI (sito in giapponese).
Entro fine autunno di quest'anno la nuova "Willam Gibson Collection" verrà distribuita dalla History Preservation Associates, già venditore ufficiale on-line della Buzz Rickson.

Oltre il citato giubbotto MA-1, per questo inverno vi consiglio vivamente l'acquisto dell'ottimo N-1 Deck Jacket (che trovate a QUESTA pagina) realizzato in tela grezza di cotone a trama grossa ed impermeabilizzato, con interno in alpaca.
Se non volete spendere 350 dollari per l'N-1 della Rickson, o lo cercate originale su Ebay USA (come ho fatto io) dove ve la cavate con 70/80 dollari comprese spese di spedizione, oppure ne potete trovare alcuni originali recandovi al noto "Mercatino Americano" (un grande mercato all'aperto di abbigliamento militare) di Livorno. Per sapere dov'è e conoscere gli orari di apertura cliccate QUI.


domenica, 12 agosto 2007

IL GIGANTE DI LEGO

Da alcuni giorni sulle spiagge olandesi di Zandvoort troneggia un uomo fatto di Lego, sorridente, alto due metri e mezzo. Ha la testa gialla, il dorso blu con su scritto ‘no real than you are’, e le gambe rosse. Lo hanno visto galleggiare in acqua, ed è stato subito portato all’asciutto. Non si sa cosa sia e da dove provenga.
In realtà sembra sia più un’azione di guerilla art piuttosto che di marketing non convenzionale. Dietro c’è un sito di supporto, Egoleonard, legato al Festival appena concluso Dance Valley per via di un gruppo di artisti che lì si sono esibiti con il loro pupazzone Lego.
7News and AAP dicono che la sua prossima apparizione sarà il giorno 11 agosto per il Festival Globalicious a Roermond.


domenica, 08 luglio 2007

INNOVARI
IL LIBRO!

INNOVARI - the fantastic digital art of Luca Oleastri (Inglese, grande formato. 92 pagine a colori), è una collezione di 150 illustrazioni digitali di carattere fantascientifico e fantasy realizzate dall'illustratore professionista Luca Oleastri durante gli ultimi dieci anni.
Molte delle immagini sono pubblicate come copertine di riviste e libri, altre appaiono in forma stampata per la prima volta in questo volume.

Dettagli del prodotto:

Stampato: 92 pagine, 8.5" x 11", rilegatura rilegatura termica, carta interna bianco (peso 80#), inchiostro per l'interno in quadricromia, carta esterna bianco (peso 100#), inchiostro per l'esterno in quadricromia
Copyright: © 2007 Luca Oleastri
Lingua: Inglese

DISPONIBILE DA OGGI
IN TUTTO IL MONDO!

CLICCA QUI PER VEDERE UN ANTEPRIMA DEL LIBRO


giovedì, 17 maggio 2007

LA SVEGLIA ROBOT
CHE SCAPPAVA
E QUELLA CHE VOLAVA
(mai più senza!)

Avete dei problemi a svegliarvi la mattina?
La vostra solita sveglia non vi basta più (la spegnete e riprendete a dormire)?
Allora dovete assolutamente procurarvi Clocky, la sveglia robotizzata che all'ora stabilita salta giù dal comodino (con un bel tonfo) e comincia a scappare, emettendo rumori elettronici come R2D2 di Star Wars, costringendovi ovviamente ad alzarvi per farla smettere.
Un must per i dormiglioni!
Ve la procurate per $49 al sito Nanda (la ditta che la produce), oppure sul noto sito di gadgets tecnologici thinkgeek.com, od anche spendendo meno su Ebay USA.

Se non vi basta quella che scappa potete anche procurarvi quella che vola la Flying Clock a $39.99 sempre su thinkgeek.com.


Quest'ultima è forse ancora più efficace: infatti all'ora stabilita, il bottone di spegnimento della sveglia (unico sistema per spegnere la suoneria), decolla dalla sveglia stessa propulso da un'elica, costringendovi a vagare per la stanza, in modo da trovarlo e rimetterlo in posizione facendo cessare la sirena stile allarme atomico.
Se avete il sonno pesante, procuratevele tutte e due!
BUONGIORNO!